
LETTERA PER TE, SCRITTA DI NOTTE, SENZA STELLE
In tre. Quello spettacolo teatrale. Venerdì, ore ventuno. In giro, il deserto. Eros e letteratura. Grottesco. Genuino. Tuttavia, da lontano, le grida. Milioni di coglioni attaccati allo schermo.
Noi intanto si leggeva L'Asino d'oro di Apuleio.
Isabelle Allende.
Licenziose fiabe russe.
Devo confessarti che ti ho osservato. Mentre ridevi di gusto alle sparate del signore con la cravatta a neon.
Tu ti sei accorto. Che guardavo con malizia il vecchio teatrante con la coda ingrigita.
Sfida. Semplicemente. Deformazione. Forse.
Non ho più cartucce.
Che male vuoi che faccia. Se flirto un pochino con il pianista.
Alla fine l'hai capito.
Che non me ne fregava niente. Del pianista.
Depistaggio.
Ecco cosa.
Uscire da quel chiostro incantato è un inferno.
Lasciato lo schermo, invadono le strade strombazzando.
Mentre guido e bofonchio insulti tu sei al mio fianco.
Avrei voglia di gridarti liberami. Avrei voglia di intimarti sparisci.
Chi sei?
Ti conosco da due giorni.
Mi parli del tuo Messico. Dell'isolamento nel grande Nord.
Sei così entusiasta della vita che mi sembri irreale.
Da fumetto.
Io che la detesto, la mia vita.
Non sopporto l'idea di conversare con te per conoscerti.
Mi irrita.
Mi annoia.
Così tiro fuori un pezzetto di carta e cominciamo a scrivere.
Domani quando lo rileggerai ti renderai conto come ti ho evitato un mucchio di parole inutili e inermi per entrare immediatamente nel profondo.
Dici che basti a te stesso.
I miei capezzoli restii se ne stanno nel loro nido.
Come fai a parlare cinque lingue. A sapere tutte quelle cose. A essere stato in tutti quei posti.
Hai solo ventiquattro anni.
Dici che vuoi portarmi a camminare a piedi nudi in un prato.
Mi viene da ridere.
Non riesco ad immaginare una cosa più orribile di questa.
Perchè tu la sentiresti l'erba, sotto i piedi.
Io no.
Come fartelo capire.
Ho perso la sensibilità.
Ho perso la voglia.
L'erba è erba.
Non mi dice nulla.
Non mi emoziona.
Non basta più.
Nulla potrebbe mai bastarmi.
Non mi è permesso tornare indietro.
Quando camminare a piedi nudi sull'erba era un piacere.
Ora è solo un'idea stupida.
Ma con te
sto
bene
Da: orkolorko
A: stramonia
Oggetto: bon...
Data: 30 Giugno, 2006 - 09:56
Bon, mi hai fatto venire voglia di scrivere poesie su dei cartelloni e riempirci treviglio.
Mi hai fatto venire voglia di farti vedere che se vuoi gli stimoli ci sono dappertutto!
Mi hai fatto venire voglia di portarti in un prato e farti sentire come ogni filo di erba sia un tocco sulle mani, sulle gambe, sui piedi nudi a ballare una giga un walzer, africani, il ballo del qua qua.
I watussi mi hanno sempre affascinato.
Perche' non esiste inquietudine, come non esiste tranquillita'.
E' cosi'. Non spaventarti.
Scrivere scrivere scrivere!
Mi e' piaciuto molto parlare con te. Mi hai colpito.
Non farti strane idee o fattele.
Non ha importanza, scappa o esci con me stasera.
Pero' mi hai colpito.
Chi scrive e' sempre un po' folle.
Alla fine, anche se un pippone, il film mi ha colpito.
Spero vi siano altre occasioni di passare del tempo assieme.
I.
stramonia|02:48 | commenti (6) |

BLUES P.M.
Guido con una bottiglia di acqua minerale (Sangemini altamente assimilabile e che apporta calcio più di tutte le altre acque minerali) fra le gambe. Ad ogni curva devo stringere le cosce per mantenerla ferma. Dalla radio roteano striscianti accordi blues. Bobby Bland sbiascica qualcosa riguardo al fatto che non c'è nulla che tu possa fare quando perdi la persona amata. Le tre, pomeriggio afoso. Entro in quel supermercato. Un magnum al cioccolato fondente con cuore di nocciola. Il mio pranzo. La cassiera lesbica mi sorride come sempre. Nobody saw me doing it-leggo sulle sue tette. Che cosa-le chiedo maliziosamente. Cosa che??
Che cosa nessuno ti ha visto fare.
Se hai un minuto te lo spiego-ribatte altrettanto maliziosamente.
Quando mi lascerai il tuo numero di telefono?
Quando smetterai di tingerti i capelli di quel rosso menopausa acceso-mi viene voglia di risponderle.
Trovo che le donne che si tingono i capelli di quel rosso-menopausa-vannamarchi siano molto volgari.
Soprattutto quando sono più verso i quaranta che verso i trenta.
Sorvolo.
Al lavoro quell'agglomerato di buone maniere e fascino che è il mio capo mi costringe a stare mezz'ora in più del dovuto. Ha delle commissioni da fare-dice.
Mi chiedo se tali commissioni siano qualcosa di più impegnativo che una sega in bagno o leggersi il suo cazzo di giornaletto sul motociclismo.
Non c'è niente che io possa fare.
é uno di quei pomeriggi blues che ti straziano l'anima.
L'unico argomento che trovo degno di attenzione è la ricrescita dei miei peli.
Prevedo, occhio e croce, che all'inziar della luna calante dovrò farmi una bella ceretta.
Peccato, la luna piena mi coccolava così amorevolmente, da là in alto.
stramonia|16:02 | commenti (5) |

The Fearless Vampire Killers (1976)* Le mani. Le sue mani. Lasciarle scorrere. Sulle gambe. Fruscìo. Senza fine. La paura. Che mangia l'anima. Basterebbe che lei lo fermasse. Quel monosillabico pronunciato con voce ferma. No. Enne O. eppure non ci riesce Come se nessuno le avesse mai insegnato a parlare. Come se nessuno l'avesse mai toccata prima d'ora. Vai dietro le ordina. È un attimo. Le è sopra. Ansima come un animale ferito. Le spinge forte la testa contro il sedile. Oh Sarah. Le annusa i capelli. Lei si è dimenticata di come si fa a respirare. Lo guarda. E capisce di non avere fatto altro che aspettarlo. Tutta la vita. Tutta la sua misera vita. Sbriciolata fra le mani. In un secondo. Tutti quegli uomini. Sterile geografia di corpi. Orgasmo dopo orgasmo. Servivano a stordirla. Perchè non erano lui. La sua lingua la penetra con una voracità tale da farle male. Oh Sarah. I capezzoli stretti fra le dita -le sue- tenaglie atrocemente sublimi. Perchè mi fai questo, Sarah. Le alza la gonna. Girati. Comincia dalle caviglie. Piccoli morsi. Dapprima docili. Poi sempre più forti. Si accanisce sulle sue gambe. La parte del suo corpo che lui adora da sempre. Sale, sale piano e ogni morso una liberazione ogni morso un rivolo di sangue ogni morso una lacerazione ogni morso una delizia. Oh Sarah. Scopami. Ti prego scopami. Ti scongiuro scopami. Ti imploro scopami. Lui si irrigidisce. Cosa dici, Sarah. Non parlare così. Non mi ferire. E allora perchè cazzo mi scopavi quando ero solo una bambina, eh, perchècazzo, mi hai insegnato tu a venire,ad amarti per la tua malattia, perchècazzo mi hai abbandonata dopo che... Lui non si scompone. Sarà meglio che ti porto a casa dice con voce docile. Gli tremano le mani mentre mette in moto. La vista delle sue gambe, tramortite, smangiucchiate, sanguinanti lo fa trasalire. Sarah se ne accorge, allora si alza ancora di più la gonna. Vuole che lui veda. Quei segni sono la prova che lui non ce la può fare. Senza di lei. E nemmeno con lei. Non si parlano per tutto il viaggio. Lui guida piano. Senza spegnere il motore. Senza neanche guardarla. Le dice Scendi. No no no no no si aggrappa al collo di lui con le unghie no no no no no cerca di baciarlo di toccarlo ma lui resiste la respinge. Senza spegnere il motore. Senza neanche guardarla. Allunga la mano. Apre la portiera. Le dice Scendi. Sarah non si muove. Paralizzata. Solo il suo respiro affannoso a scandire quel silenzio greve e minaccioso. Poi succede. Lui che grida. Con una voce che sembra arrivargli dritta dalle viscere. Una voce che non sembra la sua. Lui che grida. Tutto d'un fiato. Niente pause. Lui che grida. Non capisci che con te perdo completamente il controllo. Che mi fai andare fuori di testa. Guarda le tue gambe. Non capisci che se ti scopassi potrei anche... ..anche arrivare ad ucciderti. Lui, lui che grida. Senza spegnere il motore. Senza neanche guardarla. Poi la scaraventa fuori dall'auto. Sarah, riversa sul marciapiede.
Le mani. Le sue mani. Già sente che le mancano. *Il titolo di questo post non vuole essere una cripto-citazione pseudo-colta, ma semplicemente un meritato omaggio a Roman Polanski.
stramonia|23:03 | commenti (3) |

CREDITS Incompiutezza eterna realizzata calcolando male -il bersaglio- Ribadisco: ho amato tutti gli uomini che mi sono portata a letto peccato l'amnesia i nomi il sovrapporsi patologico i volti l'intercambialità i corpi peccato non fossi lì, con loro A GODERE
stramonia|16:45 | commenti (10) |

Musa, quell'uom di multiforme ingegno Omero, Odissea Farla a pezzi, stritolarla, squarciarle il ventre, io ti schiaccerò! Bolwieser, 1977, di Rainer Werner Fassbinder
Tu, terra infetta che sgravi i tuoi figli contamindandoli già di amore feroce riponi nel nido spinoso le suppliche di una donna arenata nei lidi sterili del suo pensiero cancella i sospiri esalati al cielo come preghiera blasfema quasi recitata male tergimi il volto dalle perle feconde del suo seme riportarmi alla ragione e conducimi alla pazzia ma non trattenermi ancora in questo purgatorio cartavetrato dal dubbio. CORO: Aprite il cancello, fatelo entrare. Gremiti gli spalti, spasmodica l'attesa. Lui, il toro, alza la polvere. Piccola.Ti adoro. Lei, stendardo purpureo, agogna le sue scornate. Mi hai prescelta. Vittima felice. Oh, quali nefandi dei si sono divertiti a incrociare le vostre strade? Rinnego ogni parola, ritratto ogni sorriso, disconosco ogni palpito; ma non chiedetemi di disimparare delle sue mani il tocco del suo respiro l'affanno dei suoi occhi il livore del suo annusare la smania CORO: Ecco, geme la donna, ingoiando il suo seme infetto. Stringe le cosce, l'animale nauseato rinnova l'ardore. Solo silenzio, polvere alzata, paura sospesa. Nell'arena senza sangue.
Dimmi, che molto errò, poich'ebbe a terra
Gittate d'Ilïòn le sacre torri;
Che città vide molte, e delle genti
L'indol conobbe; che sovr'esso il mare
Molti dentro del cor sofferse affanni
stramonia|20:39 | commenti (7) |

FRASI SCRITTE SUI MURI DI CASA (O SUL TUO CORPO STREMATO, FA LO STESSO)
*Negarti quello che vuoi solo per vedere fino a che punto *Fingere non è più un arte è diventata malattia *Tutti dovrebbero sapere della tua lingua che mi tagliuzza il blu nelle vene, ogni notte *Ricomicio da capo ma stavolta biglietto di sola andata e culo scoperto *Solo i ragni mi fanno compagnia quando piove ma loro appena mi vedono s'immobilizzano hanno paura di me - a volte li sento piangere piano - *Odio il suono educolorato della mia voce - quando vengo l'orgasmo è sempre una delusione - vorrei che mi si squarciasse il ventre in mille pezzi di vetro - che poi ti farei dolcemente ingoiare - *Rinasco ogni volta che penso alla mia piccola, insignificante vita immersa nel marasma fluttuante dell'universo panico, è allora che ognuno di voi diventa inutile, è allora che ha inizio il mio trionfo
stramonia|14:51 | commenti |

TU, SOSPETTATO DI Sai di nuovo, e questo basta. Si dia inizio al gioco, con la consapevolezza che un gioco non sarà. Ti aspetto, invento, immagino, rileggo con lo stomaco vuoto le parole ermetiche incollate assieme da tanta ottuosità; annuso le tracce che hai lasciato sul tuo lungo cammino irrorato da sudore e margherite colte acerbe - proprio come piace a te - rinnovo l'invito a me stessa a non fidarmi ancora una volta dell'istinto, radice infettatta di fretta e consumo di pelle. Mi parli di essere e divenire, di essenza ed esistenza, mentre cerco di ricordare l'etimologia oscura della parola protiro. Incombe la piazza inondata di sole paziente, deserta, solo io e quell'uomo con la barba grigia a scoprire le affini natalità. Incontri casuali, mi chiedo dove sei, mi chiedo se ci sei. Dici che sono io, lo senti, sono io quella che. Rimembro la quantità infinita di uomini che mi hanno rivolto le stesse parole. Scontato il corteggiamento, svogliato l'intento, rindondanti i discorsi, saccente il tono, eccitato il pensiero. Tu, sospettato di. Io, quella che. Conosco il finale a memoria, e anche tu, ma fai finta di niente.
stramonia|21:22 | commenti |

IRONIA, SALVAMI TU Ci sono dei momenti in cui una persona avrebbe tutto il diritto di urlare. Intendo gridare cento, mille vaffanculo a chiunque incontri per strada. Il postino, vaffanculo. Lo stronzo davanti a voi a quel semaforo, vaffanculo. Il vostro capo che vi guarda le gambe, vaffanculo. Il gatto nero che immancabilmente attraversa la strada, vaffanculo. Nelle righe successive mi piacerebbe esporvi una situazione-tipo tale da farvi acquisire immediatamente il vaffanculo-diritto. Buona lettura. TEST DI COPPIA n. 1 Passate l'intera serata a parlarne. Vi dite che avete voglia di ricominciare. Con tutta la passione di un tempo. Avete voglia di cose semplici. State bene. Sembra che l'armonia si sia ristabilita. Il giorno dopo vi svegliate fiduciose e cariche di aspettative. Lo inondate di mail tenere e affettuose. Andate a ripescare le vostre prime conversazioni, quando eravate così dolci e innamorati, e gliele spedite. Lui mostra di gradire molto le vostre attenzioni. Ma sono quasi le nove di sera e non vi ha ancora chiamato. Lo chiamate voi. Dice che fra mezz'ora viene a casa vostra. Gli suggerite di armarsi di qualche idea su cosa fare della serata. Arriva, tutto vestito bene. Senza alcuna idea sul da farsi. Proponete cinema. No. Lui dice che ci sarebbero i suoi amici che vanno a ballare. Gli dite che non avete voglia di andare a ballare. Ma che può andarci lui, con i suoi amici. Ovviamente ci rimanete male. Pensavate che aveva voglia di stare con voi. Ma lui vi rassicura. Vi coccola. Vi dice che vuole stare con voi, stasera. Che non importa quello che fate, basta stare assieme. Che ora manda un sms agli amici per disdire. Voi, infine, gli credete. Finite a fare l'amore. Oddio, mi correggo. Finite a scopare. Terminato l'atto meccanico, lui si riveste e non vi degna di mezza attenzione. Anzi, lo osservate agitarsi sulla poltrona impaziente. Dopodichè, si gira e dice: Che ne diresti se raggiungessi gli altri? Voi: A- gli dite: Okay, non c'è problema! Adesso che ti sei scaricato le palle vai pure a divertirti con i tuoi amici! (bacio schioccante). B- prendete lui e la poltrona e li sbattete fuori casa immediatamente C- fate finta di non aver capito,e gli date una seconda possibilità per non mettersi il cappio al collo da solo, domandandogli: scusa,non ho capito bene, mi hai percaso chiesto che ne diresti se ti sposassi domani? COROLLARIO: Dopo essere riuscita nel complicatissimo intento di sbatterlo fuori di casa (tempo necessario: quarantatrè minuti), vi avviate stremate verso il letto. Sfortunatamente nel corridoio incontrate vostra madre che vi fa: Dì un po', non sarai mica incinta? Sei così strana...quando ti devono venire? Rispondete con un boh. Vostra madre sgrana gli occhi. Io, prima di entrare in menopausa, tenevo sempre il conto dei giorni, dice indignata. PRECISAZIONE: Vostra madre ha messo al mondo quattro figli.
stramonia|12:15 | commenti (4) |

MEETING LOBODILATTICE (SOUVENIR)
stramonia|11:54 | commenti (1) |

IL VISO TATUATO Mi passano a prendere con una Chrysler Sebring Cabrio bianca con capotte nera. Li faccio attendere un quarto d'ora fuori casa. Sfrecciamo nella tiepida serata primaverile. Tavolata di una trentina di persone. Più o meno conosco tutti. Lui indossa una camicia rossa a righine aperta sul petto perfettamente depilato come sempre. L'altro lui una camicia azzurra che s'intona perfettamente con il colore dei suoi occhi. L'altro l'altro lui una t-shirt aderente verde militare coperta da una giacca elegante color grigio topo. Mi mangiano con gli occhi. Si chiedono: al fascino di chi fra noi cederà stasera, la ragazza pazzerella? Quello che in realtà dovrebbero chiedersi è: a chi di noi la ragazza pazzerella farà finta di cedere stasera, per poi svignarsela senza nemmeno salutare come è avvezza a fare? E così fu. Stamattina ricevo tre sms. Da lui, dall'altro lui e dall'altro altro lui. Non rispondo. Ho tatuato in testa il viso di un'altra persona. E non riesco a cancellarlo. Anche quando gioco.
stramonia|13:12 | commenti (1) | uomini sparsi

Ti dico che confondo le ultime parole pronunciate da quella donna sola in sella alla sua vespa azzurra con le mie giovanili letture dei versi imbarazzanti di Jim caroll Un ragno s'inchina al passaggio di tacchi a spillo dieci centimetri arrampicati verso il cielo Perdona la malattia mi lega a figure retoriche che rimbalzano sotto la gonna di quella donna sola in sella alla sua vespa azzurra.
stramonia|19:48 | commenti (3) |

"Vivere è per amare qualche cosa " Sandro Penna OASI Fasci di sole come oasi felici avvallano il corpo steso sul peplo che era bianco e ora rifulge di peccato consumato senza fretta senza mente con il corpo soltanto con il corpo Cerco metastasi poetiche che riscattino il mio ardore, là, dove si concupisce ancora l'attimo che non tornerà mai più Succede: niente perchè, niente sudore, niente ma, niente dolore. Ritorna l'idea malsana, aria viziata, sciolgo le redini. Attendo che lui torni, quello sguardo nuovo, quell'esserci mentre non si è, riparati dalle fonti di calore. Dovunque mi porti, sorriderò L'inferno non è mai stato così deserto Oggi, che non è più ieri.
stramonia|16:55 | commenti | poesiole

LANCIARSI NEL MONDO A TESTA IN GIÚ ...Infilarsi in quella prigione per polmoni di tailleur nero pece, sorridere - sempre - vomitare quelle tre parole giuste al momento giusto, eclissare, testa alta - petto in fuori - ogni cinquantatre secondi buttare là quello sguardo da il mondo è nelle mie mani, io arrivo dappertutto e sorridere - nonostante tutto - anche quando scorrono con gli occhi il tuo cv con quell'aria annoiata, anche quando cadi a pezzi perchè hai studiato per quindicianni e stai facendo un colloquio per receptionista in una cazzo di palestra della provincia (meccanica, direbbe Stefano Mordini il regista), anche quando ti chiedono di venire al lavoro scollata e tu avresti voglia di tagliartele con la motosega - quelle tette di merda - che ti porti dietro, dietro le ambizioni che devi mettere da parte, dietro quel sano istinto omicida derivato dalla tua forte, personale, credenza nella legge della selezione naturale, ma più vai avanti, in quel balletto borghesuccio annuncio-telefonata-tailleur-sorriso-delusione mascherata-sorriso-tette in fuori-stretta di mano, più cresce il desiderio di gloria, di sfondare, di mordere l'asfalto, dare gas, aggrapparsi ai propri sogni e difenderli con le unghie, perchè hai la certezza -la certezza matematica, artimetica, ieratica, la certezza che un giorno baceranno la strada su cui ora cammini.
stramonia|12:11 | commenti (6) |

RALENTI ORGIA I pelineri conficcatinellacarne comechiodi arrugginiti portatori sani di tetano [ma sono vaccinata Irrimediabilipensieri contorcono leabitudini diunsecondoamore che giocaconlavita [sudata dei santi Dacheparte è l'infernoprofanato dalle tue vogliecomprate inspiaggia quando c'erancora l'altamarea [la luna imperturbabile ci guardava Ricordi ilmomento incui hoassaggiato il neroabisso accovacciato sulletue sicurezze schifosamenteritratte [nello specchio di sentimenti abortiti Ritraggo lamano -ilcicalio dei pensieriprematuri è assordante- Ciò chenon vorreisentire -l'orgia di paroleaccortocciate nel mio ventre-
stramonia|14:36 | commenti | poesiole

SUDOKU DADAISTA
stramonia|17:47 | commenti (5) |

NO COMMENT "Se dici una bugia enorme e continui a ripeterla, prima o poi il popolo ci crederà". "La propaganda è come l'arte, non ha bisogno di rispettare la verità". (Joseph Goebbels, gerarca nazista)
stramonia|13:23 | commenti (8) |

ore 22:15 ESCO perduta macchia non si ferma SOLO SCHOPENAUER POTREBBE COMPRENDERE PERCHè fottuta carogna respiri e avveleni NON HO BISOGNO degli altri degli altri degli altri DI ATTESA nove mesi concepiti come un assassinio HO GIà FATTO INDIGESTIONE ingoiato sentimenti giu fino al buco del culo
stramonia|22:16 | commenti | esageratamente io

Cinquemila click in nove mesi Stato di fermo. Due amiche si incontrano per caso a Finsbury park, Londra. Jenny chiede a Martha come va con il suo George. Martha s'incupisce e risponde che non va male, anche se continuano a lasciarsi e rimettersi assieme, perchè litigano tanto. Ma in realtà è perchè si amano così tanto, dice. Jenny pensa che l'amore è una magnifica scusa per non guardarsi dentro. Poi torna a casa e ascolta per otto volte di seguito The power of goodbye di Madonna, mentre si guarda allo specchio i lividi violacei che le chiazzano la schiena. Beatitudine. In un quartiere residenziale di Albany, Kentuchy, una donna di settantacinque anni si masturba strofinandosi il clitoride con un guanto di velluto regalatole da suo marito-ormai defunto-per il loro anniversario di matrimonio, nel 1961. Con piccoli movimenti rotatori e mirati, viene gemendo e premendo forte il velluto nero sulla carne liquefatta. Dopodichè, come tutte le mattine, mette in lavatrice il guanto e si prepara il caffè. Ipotesi di reato. Dalla sua finestra Laura vede il sole stanco fare capolino sui campi smorti della Grande Pianura. Un'infermiera ciabatta sonoramente passando per il corridorio dell'ospedale con un carrello colmo di medicinali. Laura si sfiora con le dita tremanti il ventre e si chiede se sta facendo la cosa giusta. Aborto è una parola così grossa che le vengono le vertigini. Inibizione. Antoine non riesce ad alzare gli occhi dal bicchiere maxi di Pepsi che ha ordinato. In quel fast-food di Dijon, al tavolo di fronte al suo, vi è seduta una ragazzina bionda che chiacchera e scherza con le amiche, mentre intinge le patatine unte nella maionese. Sono due mesi che lui la ama silenziosamente. Sono due mesi che cerca di trovare il coraggio di rivolegerle la parola. Antoine si alza goffamente e si dirige verso il tavolo di lei. Poi, però, passa oltre e va verso l'uscita, con le gambe che gli tremano. Trascorre il resto del pomeriggio a studiarsi i brufoli allo specchio, chiuso nel bagno di casa. Frau. Se c'è una cosa di cui Christine è sicura, è che le vene vanno tagliate verticalmente, mai orizzontalmente. D'altronde l'ha visto in così tanti film. La lametta solca generosa la carne. L'acqua si carica immediatamente di un bel rosso acceso. Prima di perdere completamente i sensi, Christine prova ad immaginare la scena dal di fuori, vista da suo marito, quando rientrerà a casa dopo il lavoro e vedrà tutto quel rosso-vita mescolato al bianco-morte delle piastrelle del bagno, nel loro minuscolo appartamento alla periferia ovest di Berlino. Felicidad. Santiago sente l'orgasmo avvicinarsi. Dimena i fianchi sempre più velocemente, il piacere detta il ritmo. Stringe il seno di Rosita fra le mani e le sussurra me vuelvo loco para ti, mi guapissima muher, prima di venirle sulla schiena con piccoli getti caldi e controllati. Appena esce dal bagno del ristorante Cala Bistro a Buenos Aires, quartiere Palermo, una donna lo tira per un braccio incalzandolo dove sei stato, possibile che sparisci anche il giorno del nostro matrimonio? Dobbiamo tagliare la torta. Dieci minuti dopo la cameriera Rosita, venticinquenne tettona di Santa Fe, porge a Santiago il coltello, lanciandogli uno sguardo malizioso e dicendo Felicidad, senor Santiago.
stramonia|10:50 | commenti (8) | esageratamente io

stramonia|17:31 | commenti (4) |

TANA ... da una parte c'è l'uomo di trentasei anni che gran pezzo di figa che sei ...dall'altra il ventenne post-romantico che scusami ma credo di amarti in mezzo ci sono IO che rido.
stramonia|18:10 | commenti (11) | vi rivelo chi amo

SOLO DIMENTICARE Dimenticare pacchetti vuoti di condom nel tuo cestino non è che un modo per contaminarti le membra stanche era estate quando iniziai a imparare le tue mani e tu a succhiare la mia mente sempre a piccole dosi attento a non cadere lucida consapevolezza di un confine pericoloso immortalato dalle curve del mio corpo in una fotografia che ha la consistenza di un lucidalabbra rosa steso nel cielo fra di noi a piccole pennellate sicure. Dimenticare oggetti è la malattia del secolo tralasciare sensazioni è il peccato mortale che ci accomuna tu ed io gemelli dello stesso acquario immaginato di pesci tropicali ma l'acqua continua a scorrere e noi noi che non ci lasciamo bagnare i corpi stalattitici si fanno corrompere solo da sogni immaginari immaginati lontani.
stramonia|19:51 | commenti (1) | poesiole, vi rivelo chi amo

EPILOGO Bonus Track (Gotham Project, La revancha del Tango, 2001) Gabriele impiega esattamente ventidueminuti e quarantasei secondi per incollare le sue labbra a quelle di Giovanna, la sua affascinante e sexy segretaria di produzione che gli fa il filo da mesi, ormai. Ha le mani sudate e scarsa salivazione. L'istante in cui la bacia è l'istante in cui comprende di non desiderarla veramente. Con un filo di voce dice é meglio che me ne vada, perdonami. Rumore di passi felpati sulla moquette. Click timido di una porta che si chiude, lasciando una donna sola e scollata su di un divano in pelle nera, a chiedersi cosa diavolo c'è in lei che non va. Amalia si rende conto di essere completamente ubriaca. Tuttavia si sta divertendo come non mai. La conversazione con Silvano è così piacevole. Il ristorante che lui ha scelto così lussoso e accogliente. Il cibo ottimo. Il vino eccellente. Quando l'accompagna a casa, lei gli chiede di salire. Fanno l'amore in piedi, davanti allo specchio del bagno, lui si dimena dentro di lei come un uragano al culmine dell'esplosione. Lei pensa a cosa succederebbe se ora Gabriele entrasse e si trovasse davanti a quella scena. Cerca di scacciare questo timore dalla mente. Dopo circa quindici minuti, Amalia finge un orgasmo di sette secondi e tre primi e sussurando all'orecchio di Silvano sei stato fantastico mette fine all'intera pagliacciata. Con una scusa, lo accompagna gentilmente alla porta. Lui le strappa l'ultimo bacio e la promessa di rivedersi. Amalia dovrà prendersi mezza pastiglia di Tavor per addormentarsi, quella sera. Amalia e Gabriele faranno pace e ritorneranno assieme esattamente due settimane dopo. Nessuno dei due racconterà all'altro i rispettivi tradimenti. Dopo un altro anno di relazione tirata per le cuoia, Gabriele si trasferirà a Miami per lavoro. Amalia, spinta da un sentimento di rivalsa, farà di tutto per riconquistarlo, ma Gabriele intraprenderà una relazione con una cameriera di Tampa. Dopo due mesi, lei rimarrà incinta. I due si trasferiranno in Texas, a Pasadena, dove apriranno un negozio di articoli sportivi. Tuttora lì risiedono, hanno altri due figli. Il più grande, Jason, morirà nel 2024 in un incidente stradale sulla strada che collega Houston a Pasadena. La morte del figlio getterà per sempre un'ombra di disperata tristezza sulla vita di Gabriele e sua moglie. Amalia, due anni dopo la partenza di Gabriele, incontrerà Carlo, un affascinante notaio quattordici anni più vecchio di lei. Si sposeranno e si trasferiranno nella villa di famiglia di lui, a Figline Val d'Arno. Amalia, spinta da lui, deciderà di lasciare il lavoro per dedicarsi completamente alla vita famigliare. Per tre anni cercheranno disperatamente di avere figli. Inutile, gli spermatozooi di Carlo sembrano girini monchi senza il sentimento di guizzare in profondità. Amalia passerà il resto della sua esistenza fra le rassicuranti mura domestiche, tra una partita a tennis nel club esclusivo che frequenta, una serie infinita di gin tonic e occhiate lascive ai tricipiti di Miguel, il giardiniere.
stramonia|13:14 | commenti (2) | studio per una relazione

STUDIO DI UNA RELAZIONE Traccia 4 (Portishead, Over, 1997) Rumore frizzantino di aspirina C che si scioglie nell'acqua. Gabriele fissa il bicchiere mezzo vuoto, poi ne beve di getto il contenuto. Sta lavorando troppo. Dovrebbe farsi vedere da un medico. Queste fastidiose emicranie cominciano ad essere sempre più frequenti. Rumore di chiavi che amoreggiano o quasi con la serratura. Porta che sbatte. Imprecazioni. Amalia si chiede perchè Gabriele non si decida a cambiare quella dannata porta. Sono mesi che glielo fa presente. Quante volte te lo devo ripetere quella maledetta serratura per piacere ho mal di testa lasciami in pace non fai che evitare di discutere con me ogni volta la solita storia lavori lavori lavori e alla sera sei sempre stanco anche se non lo fossi tu hai sempre la mente altrove leggi quel tuo fottuto libro poi ti giri dall'altra parte e t'addormenti senza neanche darmi la buonanotte Gabriele sei cattivo non è vero ti lascio in pace perchè ti vedo stanco e sei tu quello assente sei tu quello che non vuole fare l'amore forse perchè tu sei troppo impegnata a rispondere agli sms dei tuoi spasimanti ma quali spasimanti cosa dici non è colpa mia se voi uomini siete cosi insistenti insistenti? Amalia per favore! Sai bene che siete voi donne che ci provocate si, certo...proprio come la tua segretaria di produzione tanto lo so lo so che te la sei scopata cosa credi che non lo senta noi donne certe cose le intuiamo subito sei patetica io non ti ho mai tradito io ti rispetto e non gettare le tue insicurezze su di me sai cos'è patetico? il nostro rapporto due estranei soffocati nella stessa prigione due animali feriti incarognati l'uno con l'altro patetici fino al voltastomaco e io credo che...io credo che...credo che è meglio che tu te ne vada. Ora. Due minuti e cinquantatre secondi dopo Gabriele osserva ipnotizzato i tergicristalli muoversi oscillando da una parte all'altra del parabrezza. Mette in moto e guida fino al numero diciotto di Via Imbonati, senza mai superare i settanta all'ora. Suona al terzo campanello in alto a destra; una voce femminile a lui ben nota chiede: chi è? Dopo aver inondato il cuscino di lacrime, aver preso a pugni il muro, aver singhiozzato e tiraro calci alla porta con la serratura scassata, Amalia si sistema il trucco davanti allo specchio mentre come un mantra ripete non è successo niente non è successo niente io valgo io valgo io merito il massimo io sono bella io vivo anche senza Gabriele niente,niente ...non è successo niente...poi sfoglia la rubrica del suo cellulare i nomi scorrono veloci, uno dopo l'altro. Si ferma alla lettera G. Continua a scorrere. Quando arriva alla S un sorriso tremendamente triste le segna il volto. Ciao, Silvano, ti disturbo? Mi chiedevo se stasera ti andava di vederci. Magari potremmo uscire a cena. Sai, credo proprio di aver bisogno di divertirmi un po'. Passi a prendermi alle otto? Perfetto. Non vedo l'ora.
stramonia|12:53 | commenti (2) | studio per una relazione

STUDIO DI UNA RELAZIONE Traccia 3 (The Cardigans, Love fool, 1996) La vetrina restituisce la sua immagine raggiante in una tiepida giornata primaverile. Amalia non si è mai sentita così bene in tutta la sua vita. I suoi occhi rifulgono di luce, la sua pelle risplende di un candore setato. Spesso si ritrova a sorridere da sola, trascinata dai pensieri, odori, ricordi che colorano la sua mente. Insomma, Amalia si sente innamorata. Come non lo è mai stata in vita sua. Lei e Gabriele convivono da sei mesi. Soffrono quando uno dei due si deve allontanare da casa per qualche giorno. Fanno l'amore con costanza e dedizione. E quando la vita a due comincia a odorare di noia, cercano la compagnia del gruppetto di amici in comune con cui vanno tanto d'accordo. Tuttavia esistono degli inconvenienti. Gabriele deve sopportare quotidianamente le avancès della costumista di produzione, ma non cede. Certo, è una bella donna. Spregiudicata, sexy, intelligente. Non nega di avere avuto un paio di erezioni in sua presenza e di essersi masturbato pensando a lei, qualche volta. Ma lui si sente totalmente rapito e appagato dall'amore di Amalia. Non ha bisogno d'altro. Da parte sua Amalia ha conosciuto a Losanna, durante un congresso di medici da lei organizzato, un affascinante cardiologo cinquantenne che l'ha corteggiata classicamente con fiori, inviti a cena, bigliettini romantici e un po' meno classicamente con occhiate languide e una palpata di culo mentre saliva le scale. Ma, nonostante il pensiero - fugace e biricchino -di come sarebbe stato andare a letto con lui le sia passato per la mente, Amalia lascia il congresso dopo una settimana senza aver ceduto alla tentazione di scoprirlo.
stramonia|12:27 | commenti (4) | studio per una relazione

STUDIO DI UNA RELAZIONE Traccia 2 (Moloko, The time is now, 2000) Ad Amalia sta venendo un po' la nausea, ma non dice niente. Come potrebbe rovinare un momento così speciale? Lui, che l'ha bendata appena lei ha messo piede in macchina. Sorpresa. Solo che sarà ad occhio e croce un'ora che sta guidando. Sta cominciando a chiedersi se c'è da fidarsi, d'altronde si ritrova con una benda sugli occhi, in balìa di uno sconosciuto, senza avere la più pallida idea di cosa le aspetta. Quando ormai pensieri paranoici della peggior specie cominciano a far capolino nella sua mente, lui finalmente le dice: Eccoci. Ferma la macchina. Aspetta. La aiuta a scendere . La sua mano le sfiora la vita. Sei pronta le sussurra all'orecchio. Poi piano piano le toglie la benda. Una distesa infinitamente maestosa d'acqua, solcata qui e là da increspature biancastre, si lascia dolcemente illuminare da un sole rosso aranciato tramonto. Cenano in un ristorantino discreto, mangiano linguine allo scoglio centellinando una bottiglia di Vermentino di Gallura 2003. La conversazione è piacevole. Entrambi hanno la sensazione che il tempo passi veloce. Invece sono seduti a tavola già da due ore. Come nei migliori copioni di love-story, lui la bacia sulla porta di casa. Che sia merito del Vermentino o di una passione viva e mordace, finiscono per fare sesso sulle scale del condominio. Amalia ha un'orgasmo di circa cinque secondi e tre primi. Gabriele viene sul suo ventre, abbandonando la testa nel profumo vanigliato dei capelli di lei. Il giorno dopo lei ha un mal di schiena atroce da spigolo di gradino nella scapola, ma lui la richiama. Nelle due settimane successive si vedono tutti i giorni, spesso lei si ferma a dormire da lui. Dopo esattamente sedici giorni e mezzo di relazione, lei si trasferisce a vivere da lui. Amalia non ha più mal di schiena, il letto matrimoniale di Gabriele è dotato di un ottimo materasso ortopedico traspirante anti-acaro.
stramonia|10:38 | commenti (5) | studio per una relazione

STUDIO DI UNA RELAZIONE Traccia 1 (The Verve, Bitter sweet symphony, 1997) Un uomo ed una donna si incontrano nella sala d'aspetto di un commissariato di polizia. Scoprono di trovarsi lì per il medesimo motivo: denunciare lo smarrimento del portafogli. Immediatamente fra di loro si stabilisce un'intesa che va oltre le parole. Ridono della loro sbadataggine, si stupiscono della coincidenza singolare, si studiano di sottecchi e prima che un poliziotto alto e dalla voce grossa dica: Prego, a chi tocca? lui le strappa un invito a cena con tanto di fuga prima del conto, visto che entrambi sono senza portafogli. Il poliziotto alto e dalla voce grossa si schiarisce la voce. Lei dice si, perchè no. Poi ridacchia scostandosi una ciocca di capelli dal viso, mentre gli allunga un fogliettino con il suo numero di telefono. Lui fuma tre sigarette una dietro l'altra prima di comporre il suo numero di telefono, tre giorni dopo. Stanno un'ora e mezza attaccati alla cornetta. Le dice che si chiama Gabriele, vive da solo in un attico nella periferia bene della grande Città, costruisce scenografie per i parchi di divertimento in Italia e all'estero, ama i viaggi avventurosi e la compagnia di un buon bicchiere di rum invecchiato havana sette, nelle tristi e fredde sere invernali. Lei, Amalia, lavora per un'importante società di organizzazione congressuale della stessa grande Città, vive con un'amica che però non c'è mai, ama andare a teatro e organizzare feste piene di gente nel suo appartamento minuscolo. Si accordano per la sera successiva. A cena. Dove? chiede lei. È una sorpresa, dice lui, e riattacca.
stramonia|09:47 | commenti | studio per una relazione

S. VALENTINO Vs. I LUPERCALI
Anticamente i romani il 15 febbraio festeggiavano la festa dedicata a Lupercus, protettore del raccolto e degli animali. Con il passare del tempo incominciarono però a festeggiare un'altra dea durante la festa: Giunone, regina degli dei e protettrice delle donne e del matrimonio. In occasione della festa, le donne libere scrivevano il loro nome su un foglietto e lo mettevano in un grande vaso. Ogni uomo prendeva un biglietto e durante la festa si accoppiava con la donna che aveva estratto. Tutte queste feste, prettamente pagane all'inizio, con il passare del tempo divennero troppo "orride e licenziose", tali da indurre l'imperatore Augusto a bandirle e Gelasio a sopprimerle nel 494. Superate le persecuzioni, la Chiesa cristianizza il rito pagano anticipandolo al 14 febbraio e indica addirittura tre diversi santi di nome Valentino, tutti martiri e tutti celebrati il 14 febbraio. Comitato per la re-introduzione del RITO PAGANO dei LUPERCALI, Pianeta Fiasco, 13 feb 2006
Il primo fu sacerdote ai tempi dell'Antica Roma, martirizzato nel 269 o 270 d.C., durante le perquisizioni ordinate dall'imperatore Claudio.
Un altro fu vescovo di Terni, imprigionato, flagellato e martirizzato lungo la via Flaminia il 14 febbraio 273 d.C., sotto l'impero di Aureliano, ed è per aver celebrato il matrimonio tra una giovane cristiana ed un legionario pagano che divenne il protettore degli innamorati.
Un terzo San Valentino morì in Africa con un gruppo di compagni, ma di lui non si hanno altre notizie.
stramonia|13:37 | commenti |

accetta l'idea velenosa di un bacio senza incesto accetta le unghie liberano la carne dall'indecenza del pensiero accetta le parole vomitate senza scandalo si vendono alle tue orecchie ...accetta, ...accetta senza fiatare. Vivi nel grande sogno senza rispedire tutto al mittente. Il giorno in cui nessuno saprà più dove trovarti. Tu, ambizione. Accetta.
stramonia|19:12 | commenti (2) | poesiole, esageratamente io

CLOWN SUDDITO ONORARIO DEL PIANETA F.I.A.S.C.O PER TUTTO IL 2006 Il suddito Clown ha omaggiato la sua regina di un Tempio. La Regina, mentre stava ubriacandosi sola come un cane per festeggiare il suo compleanno, ha ricevuto un messaggio di Posta Piccionata che la informava di ciò. Tutti i sudditi e tutti i coins sono pregati di recarsi presso il Tempio per omaggiare la loro Regina. http://allaregina.splinder.com Clown, grazie, hai risollevato notevolmente il morale della tua Regina in un momento molto triste, in cui lo scorrere inevitabile del tempo le stava rubando un altro anno. Ovviamente, ricambierò risollevando anch'io qualcosa. P.s: prendi il Viagra?
stramonia|00:29 | commenti (6) |

BUON COMPLEANNO, MIA REGINA Ecco qui. Mezzanotte e due minuti. Sola. Mi guardo allo specchio e non commento. Brindo. Alle mie ventisei primavere. Dove siete tutti, amici miei? Un arcobaleno di cazzi. Digito ma nessuno comprende. Montecarlo, perchè nessuno mi porta a Montecarlo a festeggiare? Qualcuno ha visto per caso in giro la mia vita? Bip.Bip. Un tuo messaggio. Giusto in tempo. Stavo cominciando a pensare. Ora invece, devo solo aspettare. Aspettare. Solamente. Ecco qui.
stramonia|00:08 | commenti (1) |

elisabet.b
vizi silenzi spasmi spine bagnata intenzione anima giocattolo sanguinante
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sussurrare parole vellutate alle vostre orecchie
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Contatta la tua Regina...
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Non credo di essere nel vero quando scrivo,tento di esprimermi,e tu,che sei il mio amore,pensi che io sia un prodigio della letteratura.Ma prima della scrittura hanno valore le mie mani,i miei occhi,il mio cuore e persino la mia disperazione,e quando scrivo tutto è già compiuto,il mio corpo ha già scritto la sua apologia e persino il mio tradimento,e se tu non tocchi il mio corpo non leggerai mai le mie rime.(Alda Merini) Tutti gli innamorati li ho mandati al diavolo,perchè le lacrime degli uomini mi danno fastidio come i fazzoletti dimenticati per terra.(Alda Merini) E ci sono solo tre cose da fare dolce amica mia.Ci sono solo tre cose da fare. La seconda è pagare il conto dell'albergo con i soldi che non ti sei portata. La terza è giustificare la tua presenza in America con il passaporto che non hai perchè te l'ho appena portato via.Quanto alla prima cosa da fare anzitutto ti suggerirei di sfilarti quel collo di Dom Perignon Vintage 1997 dalla fica.(Giuseppe Carlotti,Klito) La sessualità dell'uomo è semplice,gli basta strofinarsi un poco.Il sesso della donna è un labirinto in cui lei si perde.Lei mette il proprio sesso nella mente dell'uomo per riflettercisi dentro ma l'uomo impazzisce o fugge.Se l'uomo tenta di trovare la donna nel labirinto sarà facile preda del minotauro.(Efraim Medina Reyes)
Memento Mori
GIORNO E NOTTE LASCIAMO I NOSTRI SOGNI D'AMORE,LE NOSTRE FOLLIE E ILLUSIONI DAVANTI ALLA TELE,ACCOMULANDO INCURIA,GRASSO E RIMORSI
C O I N S
Mr.X
Mr.Cosmopolitan
Mr.Steward
Mr.Lolita
Mr.NewZealand
Mr.Castellogatto
Mr.Secondo al più bello d'italia
Mr.Forza Italia
CHI SALE...
--Il suddito PannaCotta che è stato il primo ad omaggiarmi di splendida mimosa per la festa della donna
...CHI SCENDE
--Il suddito PTMY..irrimediabilmente sempre più in basso, suscita il riso sguaiato dell'intero Pianeta
S U D D I T I
PannaCotta
Clown
A N C E L L E
La collezionista di uomini
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Lucitia per il layout
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TxT per il template